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Posts Tagged ‘provincia rieti’

Alla ricerca dei paradisi nascosti

 

proprio dietro l’angolo…

 

Una breve panoramica di questa splendida regione che saprà soddisfare ogni vostro desiderio…

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La Cucina del Lazio…

Ecco perché la GOLA è considerato un peccato!!!

La cucina del Lazio è di tradizione popolare e contadina, basata su sapori forti e sapidi tipici del centro Italia appenninico, con largo uso del cosìdetto quinto quarto, cioè testina, interiora, zampette, etc. Grande peso ha la personalità culinaria di Roma, dove “Chi se vò imparà a magnà, da li preti deve andà”, fusa ad influenze più propriamente mediterranee, meridionali e toscane, ma che alla gastronomia ebraica e kosher, grazie alla presenza del ghetto di Roma, il più antico di Roma.

Fra le paste, i bucatini all’amatriciana e i rigatoni alla carbonara sono sicuramente fra i primi più famosi della gastronomia nazionale. La carbonara è una salsa in bianco con pecorino, pepe, uova e pancetta, mentre il sugo alla maniera della città di Amatrice è una salsa di pomodoro con cipolle, pancetta e l’immancabile pecorino romano. Strettamente imparentati con quest’ultime sono le penne all’arrabbiata, un’amatriciana molto piccante, le fettuccine alla papalina, condite con una carbonara con l’aggiunta di piselli e gli spaghetti alla gricia, la cosìdetta amatriciana in bianco.

Immancabili i rigatoni con la pajata, cioè l’interiora di vitello; animelle e fegatini li ritroviamo nel celebre risotto alla romana preparato col marsala o nelle fettuccine alla romana, con pomodoro e funghi. Le fettuccine alla ciociara si preparano con funghi, piselli, guanciale e sugo bianco di carne; la pasta alla carrettiera prevede, invece, l’originale accostamento del tonno, al tradizionale soffritto a base di funghi e guanciale. Gustosa e popolare è la pasta alla checca, preparata con caciotta romana, mozzarella e pomodoro. Ottimi i rigatoni alla vaccinara, preparati, cioè, con la salsa della famosa coda di bue. Prelibati e da provare sono gli stracci di Antrodoco, sorta di frittelline imbottite di trita e mozzarella, infornate a mo’ di cannelloni e spolverati di salsa e pecorino. Altra pasta tipica del Lazio sono le fregnacce, sorta di maltagliati all’uovo; si preparano alla sabinese con un sugo di porcini e ulive nere e alla castelnovese, con un pesto di peperoncino e maggiorana.

Delle vere ghiottonerie sono gli gnocchi alla romana gratinati, e il timballo alla ciociara, imbottito di carne trita mista e mozzarella. Vale la pena ricordare come la mozzarella DOP sia prodotta in Campania ma anche nell’alto Lazio. Celeberrimo è il pecorino romano DOP. Fra le minestre sono gustose la zuppa di scarola e fagioli, la stracciatella romana, a base di uova, semolino e cacio, la zuppa fresca di fave col guanciale e i fagioli con le cotiche. In Tuscia è diffusa l’acquacotta, reinterpretata a volte col baccalà.

Ghiotti e gustosi i secondi. Rinomato e celeberrimo è il saltimbocca alla romana, a base di vitello, prosciutto e salvia. Altra celebre specialità è la coda alla vaccinara: tutti conoscono la ricetta della coda di bue in umido; affianco a questa celebre preparazione, ne esiste un’altra altrettanto tipica ma meno celebre fuori dai confini regionali, alla quale ci si riferisce nel Lazio con lo stesso termine, che prevede di condire la coda con una salsa a base di pinoli, cannella e cioccolato fondente.

Roma e il Lazio è la terra dell’abbacchio. Si tratta dell’agnello lattante (dal latino ad baculum, cioè “legato al palo”, in quanto così si legavano gli animali affinché non si perdessero) cucinato nelle più diverse maniere: l’abbacchio arrosto, con aromi vari, le costolette d’abbacchio alla scottadito, la coratella d’abbacchio con i carciofi,l’abbacchio alla romana, con aromi, aceto e rognoni, l’abbacchio brodettato, con farina, vino e cipolle, l’abbacchio alla cacciatora, lardellato e con acciughe. In Ciociaria provate il garofalato, a base di castrato e chiodi di garofano e il coniglio alla ciociara.Particolarmente apprezzato il pollo alla romana, anche con i peperoni, e il pollo alla cesaretto, in umido.

Fra le preparazioni a base di carne suina segnaliamo le spuntature di maiale e la celeberrima porchetta. Anche se ne rivendicano la paternità pure abruzzesi, marchigiani ed umbri, ad Ariccia sono sicuri di vantare la porchetta originale! Apprezzata è la trippa alla romana, col sugo, brodo e mentuccia.

Lungo il litorale è, ovviamente, possibile provare tutte le specialità di mare tipiche del mediterraneo. A base di stoccafisso sono i filetti di baccalà, una specialità ebraica e il baccalà in umido alla romana. Molto amate le seppie, preparate in vari modi, soprattutto in umido o con i piselli. Pregiatissimo il luccio del lago di Bolsena, preparato con pomodoro e capperi.

La cucina del Lazio prevede un’ampia scelta di contorni, fritture e ghiottonerie da stuzzicare. Molto amate sono le bruschette, i crostini con le acciughe, le panzanelle e i supplì di riso, reinterpretazione locale dei famosi arancini siciliani; deliziose sono le fritture di fiori di zucca, con cuore d’acciuga, le fritture di zucchini, di carciofi, di baccalà, di animelle, fegato e cervello d’abbacchio. Assolutamente da provare sono gli spiedini di provatura, sorta di caciottine, ricoperte di burro fuso e acciughe, le insalate di puntarelle, l’insalata di misticanze, con lattughe varie, mele, pinoli e noci, l’insalata di nervetti di vitello, la cicoria ripassata e i carciofi alla giudia, altra specialità del ghetto ebraico.

Fra i dolci, i maritozzi, soffici bignè imbottiti di panna, sono con tutta probabilità una ricetta già nota anche agli antichi Romani.

Il Lazio vanta 25 denominazioni DOC. Sono coltivati Trebbiano, Malvasia del Lazio e di Candia, Grechetto, Bombino, Sangiovese, Cesanese, Ciliegiolo, Montepulciano e Cacchione. Pregiate denominazioni sono iCastelli Romani, famosissimi, il Cesanese del Piglio e quello di Olevano, i Colli Albani, i Colli Sabini, il Frascati (la città è molto famosa per le sue cantine) anche in versione spumante e l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.

Ma ovviamente ogni provincia vanta un’ampia gamma di prodotti tipici, e risulta difficilissimo elencarli tutti… quindi vi consiglio di visitare i relativi siti di ogni provincia per saperne di più!!

(I love Italian Food)

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The Thermal Baths of Cotilia

The therapeutic properties of the region’s waters attract great numbers of visitors to the Thermal Spas and Springs: the Spring of St. Susanna, in the Nature Reserve of the Lungo and Ripasottile lakes, which was declared a national monument in 1977, the Thermal Baths of Cotilia, in Castel Sant’Angelo, the Thermal Baths of Cottorella, situated within a park at the entrance to the city of Rieti, the Lupetta Spring, in Greccio, in the province of Rieti.

A great allure, somewhere between history and legend, envelopes these baths, built atop natural springs abundantly flowing with waters that were once upon a time considered sacred. Today official medicine recognises the therapeutic properties of the Cotilia waters, used for the prevention and cure of many illnesses in a modern, well-equipped spa structure. The area surrounding the Cotilia Thermal Springs Complex is characterised by an abundance of thermal hot springs issuing from two main locations, the Old and New Baths. Three little lakes, numerous springs and small streams form a seemingly limitless watershed, known for the chemical and physical properties of its sulphurous waters.

Already in the pre-Roman period, the baths were a pilgrimage destination for religious people who came to consult the oracle of the great sanctuary known as the Santuario di Cotilia. With time Cotilia lost its reputation as a religious centre, and became one of the favourite thermal spa centres of the Roman nobility. Its golden age was during the dynasty of the Flavian emperors, who built splendid villas and a sumptuous bathing complex.

Today a modern, well outfitted Thermal Spa Centre welcomes guests and offers many cures and treatments: mud baths, thermal baths, hydro-massage, inhalations, aerosol, humage, nebulization, gynaecological irrigations, massages, nasal showers, hydropinic cures, endotympanic insufflations, pressure therapy, micronized showers, and wind-, physical- and respiratory therapy.

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Nel sito “I Borghi più belli d’Italia” troverete una pagina dedicata a Orvinio, il paese delle ginestre…

 Se siete interessati cliccate qui  per scoprire tante curiosità legate a questo borgo…

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Nel sito “I Borghi più belli d’Italia” troverete una pagina dedicata a Collalto Sabino, un nido d’aquila…

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Nel sito “I Borghi più belli d’Italia” troverete una pagina dedicata a Castel di Tora, il presepe che galleggia sulle acque…

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Le Terme di Antrodoco

Il territorio di Antrodoco è da sempre stato ricco di sorgenti di acque sulfuree. Le antiche terme di Antrodoco sorgevano ai confini degli attuali territori dei comuni di Borgovelino e di Antrodoco. Gli antichi romani utilizzavano, oltre all’attuale area termale, anche l’area originale delle terme. L’acqua sulfurea sgorgava dalle pendici dell’attuale Monte Giano e in questa zona gli antichi utilizzavano per i propri bagni pozze naturali riservate agli uomini e alle donne.


Nel 1865 venne realizzato uno stabilimento termale più moderno – l’attuale edificio storico – munito di vasche da bagno, locali per le cure e un ampio parco dove poter stare all’ombra degli alberi. Nel 1928, il Podestà di Antrodoco propose una sottoscrizione pubblica che permise di raccogliere 250.000 lire: con questo denaro si restaurò l’edificio storico e furono ammodernati gli impianti. Nel 1943 lo stabilimento divenne un comando delle truppe tedesche. Si dovranno aspettare primi anni ’50 per vedere un’opera di restauro sulle strutture danneggiate dalla guerra e la costruzione di una piscina scoperta e di una pista di pattinaggio e da ballo.

Di lì agli anni ’70 Antrodoco visse i sui anni d’oro grazie alle Terme che richiamavano talmente tante persone da far triplicare la popolazione in alta stagione.
Purtroppo ai primi anni ’80 , per una cattiva gestione, le terme chiudono: soltanto di recente è stato presentato, con grande gioia degli abitanti, un progetto per il restauro delle strutture per una loro rimessa in funzione.

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Rieti è una città vivace e interessante: conserva ancora oggi molti monumenti dell’epoca medievale, fra cui le mura e gli edifici vescovili, il campanile romanico del Duomo, alcuni edifici romanico-gotici e di epoca rinascimentale, come il Palazzo della Prefettura, la chiesa di Sant’Antonio e il Palazzo Vecchiarelli. Nei dintorni sono raggiungibili i santuari francescani di Poggio Bustone, Greccio, Fontecolombo, La Foresta, l’abbazia di Farfa, e i laghi di Turano, del Salto, Lungo e di Ripa Sottile. Inoltre per chi ama lo sport vissuto a contatto con la natura, il Monte Terminillo è molto apprezzato sia per sport invernali sia per un soggiorno estivo.

Per saperne di più sulle mete e gli itinerari di questa zona visitate il sito della Provincia di Rieti

Per conoscere le maggiori Terme nel Lazio clicca qui

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