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Archive for the ‘Natura’ Category

Alla ricerca dei paradisi nascosti

 

proprio dietro l’angolo…

 

Una breve panoramica di questa splendida regione che saprà soddisfare ogni vostro desiderio…

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La Cucina del Lazio…

Ecco perché la GOLA è considerato un peccato!!!

La cucina del Lazio è di tradizione popolare e contadina, basata su sapori forti e sapidi tipici del centro Italia appenninico, con largo uso del cosìdetto quinto quarto, cioè testina, interiora, zampette, etc. Grande peso ha la personalità culinaria di Roma, dove “Chi se vò imparà a magnà, da li preti deve andà”, fusa ad influenze più propriamente mediterranee, meridionali e toscane, ma che alla gastronomia ebraica e kosher, grazie alla presenza del ghetto di Roma, il più antico di Roma.

Fra le paste, i bucatini all’amatriciana e i rigatoni alla carbonara sono sicuramente fra i primi più famosi della gastronomia nazionale. La carbonara è una salsa in bianco con pecorino, pepe, uova e pancetta, mentre il sugo alla maniera della città di Amatrice è una salsa di pomodoro con cipolle, pancetta e l’immancabile pecorino romano. Strettamente imparentati con quest’ultime sono le penne all’arrabbiata, un’amatriciana molto piccante, le fettuccine alla papalina, condite con una carbonara con l’aggiunta di piselli e gli spaghetti alla gricia, la cosìdetta amatriciana in bianco.

Immancabili i rigatoni con la pajata, cioè l’interiora di vitello; animelle e fegatini li ritroviamo nel celebre risotto alla romana preparato col marsala o nelle fettuccine alla romana, con pomodoro e funghi. Le fettuccine alla ciociara si preparano con funghi, piselli, guanciale e sugo bianco di carne; la pasta alla carrettiera prevede, invece, l’originale accostamento del tonno, al tradizionale soffritto a base di funghi e guanciale. Gustosa e popolare è la pasta alla checca, preparata con caciotta romana, mozzarella e pomodoro. Ottimi i rigatoni alla vaccinara, preparati, cioè, con la salsa della famosa coda di bue. Prelibati e da provare sono gli stracci di Antrodoco, sorta di frittelline imbottite di trita e mozzarella, infornate a mo’ di cannelloni e spolverati di salsa e pecorino. Altra pasta tipica del Lazio sono le fregnacce, sorta di maltagliati all’uovo; si preparano alla sabinese con un sugo di porcini e ulive nere e alla castelnovese, con un pesto di peperoncino e maggiorana.

Delle vere ghiottonerie sono gli gnocchi alla romana gratinati, e il timballo alla ciociara, imbottito di carne trita mista e mozzarella. Vale la pena ricordare come la mozzarella DOP sia prodotta in Campania ma anche nell’alto Lazio. Celeberrimo è il pecorino romano DOP. Fra le minestre sono gustose la zuppa di scarola e fagioli, la stracciatella romana, a base di uova, semolino e cacio, la zuppa fresca di fave col guanciale e i fagioli con le cotiche. In Tuscia è diffusa l’acquacotta, reinterpretata a volte col baccalà.

Ghiotti e gustosi i secondi. Rinomato e celeberrimo è il saltimbocca alla romana, a base di vitello, prosciutto e salvia. Altra celebre specialità è la coda alla vaccinara: tutti conoscono la ricetta della coda di bue in umido; affianco a questa celebre preparazione, ne esiste un’altra altrettanto tipica ma meno celebre fuori dai confini regionali, alla quale ci si riferisce nel Lazio con lo stesso termine, che prevede di condire la coda con una salsa a base di pinoli, cannella e cioccolato fondente.

Roma e il Lazio è la terra dell’abbacchio. Si tratta dell’agnello lattante (dal latino ad baculum, cioè “legato al palo”, in quanto così si legavano gli animali affinché non si perdessero) cucinato nelle più diverse maniere: l’abbacchio arrosto, con aromi vari, le costolette d’abbacchio alla scottadito, la coratella d’abbacchio con i carciofi,l’abbacchio alla romana, con aromi, aceto e rognoni, l’abbacchio brodettato, con farina, vino e cipolle, l’abbacchio alla cacciatora, lardellato e con acciughe. In Ciociaria provate il garofalato, a base di castrato e chiodi di garofano e il coniglio alla ciociara.Particolarmente apprezzato il pollo alla romana, anche con i peperoni, e il pollo alla cesaretto, in umido.

Fra le preparazioni a base di carne suina segnaliamo le spuntature di maiale e la celeberrima porchetta. Anche se ne rivendicano la paternità pure abruzzesi, marchigiani ed umbri, ad Ariccia sono sicuri di vantare la porchetta originale! Apprezzata è la trippa alla romana, col sugo, brodo e mentuccia.

Lungo il litorale è, ovviamente, possibile provare tutte le specialità di mare tipiche del mediterraneo. A base di stoccafisso sono i filetti di baccalà, una specialità ebraica e il baccalà in umido alla romana. Molto amate le seppie, preparate in vari modi, soprattutto in umido o con i piselli. Pregiatissimo il luccio del lago di Bolsena, preparato con pomodoro e capperi.

La cucina del Lazio prevede un’ampia scelta di contorni, fritture e ghiottonerie da stuzzicare. Molto amate sono le bruschette, i crostini con le acciughe, le panzanelle e i supplì di riso, reinterpretazione locale dei famosi arancini siciliani; deliziose sono le fritture di fiori di zucca, con cuore d’acciuga, le fritture di zucchini, di carciofi, di baccalà, di animelle, fegato e cervello d’abbacchio. Assolutamente da provare sono gli spiedini di provatura, sorta di caciottine, ricoperte di burro fuso e acciughe, le insalate di puntarelle, l’insalata di misticanze, con lattughe varie, mele, pinoli e noci, l’insalata di nervetti di vitello, la cicoria ripassata e i carciofi alla giudia, altra specialità del ghetto ebraico.

Fra i dolci, i maritozzi, soffici bignè imbottiti di panna, sono con tutta probabilità una ricetta già nota anche agli antichi Romani.

Il Lazio vanta 25 denominazioni DOC. Sono coltivati Trebbiano, Malvasia del Lazio e di Candia, Grechetto, Bombino, Sangiovese, Cesanese, Ciliegiolo, Montepulciano e Cacchione. Pregiate denominazioni sono iCastelli Romani, famosissimi, il Cesanese del Piglio e quello di Olevano, i Colli Albani, i Colli Sabini, il Frascati (la città è molto famosa per le sue cantine) anche in versione spumante e l’Est! Est!! Est!!! di Montefiascone.

Ma ovviamente ogni provincia vanta un’ampia gamma di prodotti tipici, e risulta difficilissimo elencarli tutti… quindi vi consiglio di visitare i relativi siti di ogni provincia per saperne di più!!

(I love Italian Food)

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La Provincia di Frosinone, conosciuta anche come Ciociaria, vanta un territorio ricco di storia, arte e natura lussureggiante. In questo splendido contesto si trovano due importanti località termali, le Terme Pompeo di Ferentino e le Terme di Fiuggi.

Le Terme Pompeo di Ferentino

Le Terme Pompeo hanno antiche origini poiché le qualità terapeutiche delle loro acque erano note fin dall’epoca romana. A documentare ciò è il manoscritto del Cialino del 1690 che attribuisce proprio a Flavia Domitilla, nipote dell’Imperatore Vespasiano, la costruzione del primo edificio termale a Ferentino. Nei secoli seguenti la zona di Ferentino, dove si trovano le terme Pompeo, è rimasta un’area paludosa che scoraggiava la frequentazione delle sorgenti. Solo a metà del XIX secolo la palude fu finalmente prosciugata e, dopo la bonifica, le Terme Pompeo iniziarono ad essere conosciute come tra le più rinomate del Lazio.

Le sorgenti termali dell’area di Ferentino sono quattro, ma le Terme Pompeo attualmente utilizzano solo la sorgente Bagnatoio, in quanto si tratta di un’acqua fredda dalla molteplici virtù che la rendono adatta alla cura di molte patologie. I trattamenti effettuati con queste acque sono i bagni, gli idromassaggi, le inalazioni, le irrigazioni, le insufflazioni e le ventilazioni polmonari.

Il nuovo complesso delle Terme Pompeo è entrato in attività nel 1984. La sua peculiarità è quella di inglobare gli impianti, i servizi e le altre strutture in un unico edificio che occupa un’area coperta di 2.200 mq con 4 piani di elevazione. Ai quattro piani corrispondono i vari reparti di cura, infatti un piano ospita le sale per le visite mediche, uno ospita il reparto per i trattamenti balneo terapici, uno il reparto per i trattamenti ginecologici e uno il reparto per i trattamenti inalatori.

Inoltre, l’impianto termale è dotato di un Centro Congressi che si trova all’interno di un parco secolare, accanto al vecchio stabilimento con una sala a forma di anfiteatro dalla capienza di 250 posti ed alcune sale di capienza minore, oltre ad aree espositive e spazi per servizi post-congressuali.

Per maggiori informazioni sulla struttura visitate il sito delle Terme Pompeo di Ferentino

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Le Terme di Fiuggi

Da Papa Bonifacio VIII a Michelangelo Buonarroti, le Terme di Fiuggi sono state per secoli frequentate da re, nobili ed ambasciatori, papi e personalità di spicco. La fama dell’acqua oligominerale delle fonti locali, l’ampiezza e la dotazione degli stabilimenti termali, la notevole capacità ricettiva, nel tempo, hanno fatto di Fiuggi uno dei centri termali più importanti d’Europa.

Fiuggi è una cittadina di origine medievale, il cui nome originario era Articoli di Campagna, solo a partire dal 1911 ha preso il nome con cui la conosciamo oggi. Si presenta distinta in due nuclei, la parte medievale, situata a 747 mt di altezza su un’altura dei Monte Ernici, è caratterizzata da resti di torri e mura di cinta; mentre la parte moderna si è sviluppata nella conca sottostante dove, tra boschi di castagni, querce e pini, si stendono due stabilimenti termali.

Le proprietà benefiche delle acque di Fiuggi erano ben note già in epoca romana, ma per trovare testimonianze delle loro proprietà terapeutiche bisogna arrivare al XIII secolo con Papa Bonifacio VIII, il quale utilizzo queste acque per curare la calcolosi renale facendosela arrivare costantemente a Roma, e che in seguito diede anche il nome a una sorgente. Anche Michelangelo Buonarroti ebbe modo di beneficiare delle proprietà terapeutiche di queste acque. tra gli altri personaggi illustri troviamo Giolitti, Benedetto Croce e Alcide De Gasperi.

L’acqua di Fiuggi è di tipo oligominerale con un bassissimo concentrato di sali minerali. Le proprietà benefiche della cura idropinica sono molteplici, ma l’acqua di Fiuggi è particolarmente efficace contro la calcolosi renale, infatti, oltre a favorire la dissoluzione dei calcoli renali e a provocarne l’espulsione, ne previene la formazione. Il modo migliore di utilizzare l’acqua di Fiuggi è quello di berla direttamente alla fonte, al mattino a digiuno. La cura ideale prevede un ciclo della durata compresa tra i 12 e i 15 giorni, da effettuarsi due volte l’anno.

L’offerta termale di Fiuggi si divide tra le due fonti, la Bonifacio VIII e la Anticolana (dall’antico nome di Fiuggi, Anticoli di Campagna) detta anche Fonte Nuova poiché inaugurata negli anni ’20 del XX secolo. Costruito all’inizio del secolo scorso in stile liberty, inaugurato nel 1911, lo stabilimento della Fonte Bonifacio VIII fu completamente riedificato negli anni ’60 mantenendo della vecchia struttura solamente il portale d’ingresso. Il nuovo progetto fu affidato al celebre architetto Luigi Moretti che concepì e realizzò un’alternanza di spazi aperti e chiusi, caratterizzati dalla presenza di complessi elementi architettonici e da una folta vegetazione; ascensori e tapis roulant che collegano la parte superiore e inferiore dello stabilimento ne favoriscono l’uso a chi ha problemi di deambulazione e la presenza di bar, caffè concerto e sale polifunzionali rendono la struttura completa ed invitante. Presso la Fonte Bonifacio VIII ha luogo un ambulatorio specialistico urologico per la prevenzione, la diagnosi e il trattamento delle patologie dell’apparato uro-genitale, delle malattie prostatiche, vescicali e dell’apparato genitale maschile. Lo stabilimento è aperto dal 1 aprile al 31 ottobre.


La Fonte Anticolana si trova all’interno di un grande parco ricco di specie arboree e floreali, con viali alberati e sentieri che consentono al paziente di poter effettuare passeggiate e favorire così l’irrorazione renale e la diuresi durante la cura idropinica. Dotata di diverse strutture ludiche, sportive ricreative, di un ampio Teatro e persino di un trenino per esplorare l’intero parco, la Fonte Anticolana ospita gli uffici amministrativi, il Centro di Otorinolaringoiatria per la diagnosi ed il trattamento delle malattie delle alte e basse vie respiratorie e il Centro Massaggi ove è possibile effettuare trattamenti per la riduzione di inestetismi causati dalla ritenzione idrica, massaggi rilassanti, ginnastica medica, trattamenti di riabilitazione posturale e di rieducazione neuromotoria. La Fonte Anticolana è aperta dal 1 maggio al 30 settembre.

Per maggiori informazione sulle strutture termali visitate il sito delle Terme di Fiuggi

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La provincia di Frosinone è una meta privilegiata del turismo termale da abbinare al soggiorno o alla visita della Città Eterna. La stessa Fiuggi offre molti motivi di interesse, a partire da un borgo medievale arroccato a 747 metri di altezza, perfettamente conservato e collegato alla zona termale a valle attraverso un ampio viale panoramico, alle massiccia presenza di strutture commerciali, ricreative e sportive. Il territorio circostante, inoltre, è ricco di boschi con grandi distese di castagni e querce, abeti e sequoie; per gli amanti del turismo naturalistico, inoltre, è imperdibile una visita alla riserva naturale del Lago di Canterno e agli Altipiani di Arcinazzo.



A pochi chilometri da Fiuggi sono da visitare le rovine del borgo medievale di Porcino e alcuni dei più importanti centri religiosi del Lazio come Montecassino, Subiaco, Calamari, Trisulti e Fossanova. Vicine sono anche Anagni e Alatri con numerosi e notevoli monumenti medievali.


Un’altra meta di grande interesse sono le Grotte di Pastena, uno dei più importanti patrimoni speleologici d’Italia e, per gli amanti degli sporti invernali, le stazioni di Campo Catino e Campo Staffi.

Per maggiori informazioni sulle mete e gli itinerari della Ciociaria visitate il sito dellaProvincia di Frosinone

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Nel sito “I Borghi più belli d’Italia” troverete una pagina dedicata a San Donato Val di Comino, terra di passo…

 Se siete interessati cliccate qui  per scoprire tante curiosità legate a questo borgo…

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Nel sito “I Borghi più belli d’Italia” troverete una pagina dedicata a Boville Ernica, oltre i bastioni e le torri…

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Nel sito “I Borghi più belli d’Italia” troverete una pagina dedicata a Monte S.Giovanni Campano, il Medioevo Ciociaro…

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Da un’ampia falda idrominerale, che si estende per 6 chilometri sulla riva destra del fiume Garigliano, sgorgano numerose sorgenti e di consistente portata. Le strutture termali di maggiore rilievo sono le Terme di Nuova Suio e le Terme di Sant’Egidio.

Le Terme di Suio

Le Terme di Suio, a pochi chilometri da Latina, nel comune di Castelforte, sono adagiate in un’ansa del Garigliano, all’estremità Sud-Ovest del Lazio presso il confine con la Campania, ai piedi dei Monti Aurunci. Le proprietà delle acque termali di Suio erano già conosciute dai romani, che le chiamavano aquae vescinae e che vi costruirono impianti termali, come si può vedere dai resti della cosiddetta “vasca di Nerone”, un calidarium e parte di un mosaico. Duramente colpita durante l’ultima guerra, la zona ha ritrovato solo alla fine degli anni Cinquanta la sua vocazione di centro termale, con la costruzione di numerosi stabilimenti che sfruttano le tante polle d’acqua che sgorgano dal sottosuolo.
Le Terme di Suio si caratterizzano per le acque calde solfureo-solfatobicarbonato-alcalino-terrose e carboniche che sgorgano dalle sorgenti con temperature che vanno dai 39°C ai 63°C. Il polo termale del territorio nella Provincia di Latina si avvale dell’imponente bacino idro-minerale di Suio, al quale fanno riferimento numerosi stabilimenti ed alberghi termali che fiancheggiano la sponda destra del Garigliano: le Terme Nuova Suio, le Terme S. Egidio, le Terme Vescine, le Piscine termali Arcobaleno, le Terme Santamaria, le Terme Tomassi, le Terme Ciorra e le Terme Alba.

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Le Terme di Sant’Egidio

 La struttura termale è situata all’interno di un vasto parco che si affaccia su uno dei tratti più suggestivi del fiume Garigliano. Il parco termale è formato da piscine termali per adulti e per bambini. Le piscine sono alimentate dall’acqua che proviene da 2 pozzi artesiani, che sgorga ad una temperatura di 37°/39° e che si rinnova continuamente. Accanto alle piscine ,il getto di spettacolari cascate  sotto le quali ci si può abbandonare a rilassanti idromassaggi naturali. L’acqua termale ed il fango che essa produce consentono cure termali terapeutiche e estetiche.


Per ulteriori informazioni sulla struttura termale visitare il sito delle Terme di Sant’Egidio

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Le Terme di Nuova Suio

La struttura alberghiera si trova a Suio Terme, in provincia di Latina, al confine con la regione Campania. Il fiume Garigliano che scorre a pochi metri dall’albergo delimita il confine con la provincia di Caserta. L’Hotel è immerso completamente nel verde della campagna, tra le dolci colline e la natura incontaminata. Si trova direttamente sulla sorgente d’acqua solfurea. Ed è proprio l’acqua l’elemento che rende unica la zona termale di Suio.


Lo stabilimento termale, uno dei pochi in italia costruiti all’interno dell’albergo, è alimentato da acqua solfurea che sgorga a 60°. Accanto all’edificio dell’albergo e del centro termale, ben inserito in maniera armoniosa nella natura, si trova, oltre alle piscine termali ed al campo da tennis/calcetto, un ampio immobile con negozi di souvenir, parrucchiera, noleggio biciclette, sala giochi e sala da ballo, bar, sala cinematografica o sala conferenze. Sebbene poco conosciuta, la località offre spunti piacevoli per conoscere il territorio, le tradizioni e soprattutto i benefici salutari ed estetici delle acque solfuree.

Per ulteriori informazioni sulla struttura termale visitare il sito delle Terme di Nuova Suio

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Alla scoperta della provincia di Latina

La provincia di Latina offre al turismo una vasta gamma di scelta: si parte dalle celebri mete balneari di Sabaudia, del Circeo, di Sperlonga, di Gaeta e di Terracina, già conosciute e apprezzate ai tempi dei Romani. Oggi, queste coste sono assalite da turisti provenienti da tutta Italia.

Ma oltre alle spiagge, ci sono i gioielli naturalistici del Parco Nazionale del Circeo e dei Monti Lepini che offrono un patrimonio storico e architettonico notevole, con numerosi borghi medievali, dall’aspetto tranquillo e sereno, oltre alle Abbazie di Valvisciolo e Fossanova, ricche di storia e di cultura, ma anche il sacro Monastero di Montecassino. Tra i borghi più caratteristici troviamo Campodimele e Sperlonga. Da non perdere lo splendido giardino di Ninfa. Non ultime le “carissime meraviglie” delle isole ponziane.


Per ulteriori informazioni sulle mete e gli itinerari del territorio pontino visitate il sito della Provincia di Latina.

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La Provincia di Viterbo vanta un ricco bacino termale, dove è possibile trovare sia le cosidette zone libere per godere i piaceri delle terme a stretto contatto con la natura, sia importanti strutture termali che offrono ogni sorta di comodità. Tra gli stabilimenti termali più rinomati vi sono le Terme dei Papi e il Grand Hotel Terme Salus, mentre per quanto riguarda le aree termali libere troviamo le Piscine Carletti, le Terme di Bagnaccio e le Terme Bulicame. A metà strada ci sono le Terme delle Masse di San Sisto.

Le Terme dei Papi

Dagli etruschi ai romani, da Dante a Michelangelo, sono in tanti ad aver scoperto ed apprezzato le risorse termali di Viterbo. Ma, tra tutti, molteplici Papi tra cui uno, Niccolò V, fu visitatore talmente assiduo da aver determinato la fama dell’area ove sgorgano le acque dalle proprietà benefiche oggi conosciuta come “Terme dei Papi”.

I primi a sfruttare le proprietà delle acque termali di Viterbo furono gli etruschi, in seguito anche i romani ne compresero l’importanza e valorizzarono le strutture presenti ampliandole. I resti sono tuttora visibili lungo l’antica Via Cassia, per ben 11 chilometri. Le tre sorgenti che furono maggiormente sfruttate sono le Aquae Passeris, la Paliano e la Bullicame. Il nome con il quale è conosciuto oggi il centro termale deriva dall’assidua frequentazione da parte dei pontefici, che ne hanno favorito lo sviluppo promuovendo importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento. Anche prestigiosi artisti come Michelangelo e Dante Alighieri frequentarono e apprezzarono queste sorgenti.

Attualmente le Terme dei Papi sono tra le strutture più attrezzate del Lazio e offrono cure tradizionali della medicina termale, ma anche molte terapie, comprese quelle dermatologiche ed estetiche, fino ad arrivare a quelle dolci e rilassanti della tradizione orientale. La struttura è dotata di albergo e ristorante, il suo fiore all’occhiello è una piscina monumentale di oltre 2000mq alimentata dalla sorgente del Bullicame ed utilizzabile anche nei mesi invernali. Famosa anche la grotta terapeutica caldo-umida, dove l’acqua cade sotto forma di cascatelle, creando così un luogo perfetto per il relax prima di una doccia rinfrescante.

Le acque viterbesi emergono da una frattura della crosta terrestre lunga 12 km, sono acque ipertermali con una temperatura che varia dai 40° ai 50°. La sorgente più importante è la Bullicame, le cui caratteristiche la rendono particolarmente efficace per il trattamento di molte affezioni croniche. Anche i fanghi sono molto utilizzati ed apprezzati in quanto si presentano già in forma matura sul fondo del laghetto vulcanico di Bagnaccio e vengono utilizzati per la fangoterapia e vari trattamenti estetici.

Per maggiori informazioni sulla struttura alberghiera e sui servizi erogati visitate il sito delle Terme dei Papi

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Grand Hotel Terme Salus

Il Grand Hotel Terme Salus sorge nell’area mineraria del Bulicame, l’antica sorgente citata da Dante nel XVI Canto dell’Inferno; tutta la zona e ricca di sorgenti e fanghi naturali le cui proprietà terapeutiche sono ben note in ambito pneumologico, reumatologico, ginecologico, dermatologico,otorinolaringoiatrico, flebologico, fisiatrico.
E’ qui che sgorga l’antica sorgente di San Valentino, acqua sulfurea e ipertermale, conosciuta e utilizzata a scopo terapeutico e che occupa in posto di primo piano grazie alla presenza dello zolfo che le conferisce proprietà antinfiammatorie, antisettiche, mucolotiche.


L’acqua dell’antica sorgente San Valentino è inoltre bicarbonato alcalino- terrosa ricca di minerali e oligoelementi, caratteristiche che ne arricchiscono le doti curative.
Le acque termali agiscono sull’apparato locomotore per la regolazione del tono muscolare,hanno proprietà antinfiammatorie ed analgesiche,hanno un effetto rilassante sul sistema nervoso. Se inalate agiscono sulle vie respiratorie con effetto mucolitico e antinfiammatorio. Sulla cute hanno un delicato effetto idratante,rendendo la cute levigata e luminosa.

Il complesso è strutturato come un grande albergo di lusso, adatto anche ad ospitare grandi congressi, ma soprattutto è fornito di piscine termali e ludiche, spazi fitness ed un centro terapeutico con programmi che privilegiano il relax e la “remise en forme”.

Per maggiori informazioni sulla struttura alberghiera e sui servizi erogati visitate il sito del Grand Hotel Terme Salus

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Le Aree Termali libere di Viterbo

L’area termale di Viterbo è una delle più generose d’Italia sotto il profilo dell’estensione e della portata d’acqua. Le sorgenti sono quasi tutte ipertermali, presentano cioè una temperatura dell’acqua al momento dell’uscita compresa da 35 a 60 °C circa, con acqua praticamente cristallina. La provincia di Viterbo dispone di molte piscine naturali, perfette per gli amanti del contatto diretto con la natura e per coloro che non pretendono servizi di alcun genere. Inoltre si ha la possibilità di fare il bagno di notte sotto le stelle, anche in inverno, si tratta di un esperienza molto bella e particolare.

Tra le più note troviamo le Piscine Carletti, le Terme di Bagnaccio e le Terme Bulicame. Si può accedere a queste aree gratuitamente ed in qualsiasi momento per tutto l’anno, anche se periodicamente vengono chiuse al pubblico per un breve lasso di tempo necessario per interventi di pulizia. Queste aree dispongono di grandi parcheggi non custoditi e sono facilmente raggiungibili sia con i mezzi privati che pubblici, sono dotate inoltre di zone in cui è possibile ottenere un riparo al fresco sotto gli alberi. D’altro canto però, essendo aree libere, non vi è alcun tipo di servizio né illuminazione notturna, vi consiglio dunque di munirvi di tutto quello che può servirvi prima di partire!!

Per ulteriori informazioni visitate il sito delle Terme di Viterbo

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Le Terme delle Masse di San Sisto

Le Terme di San Sisto (anche dette Masse o Pozze di San Sisto) sono una località molto frequentata dagli amanti delle sorgenti termali libere. Si trovano a circa 8 Km da Viterbo, alle falde dei Monti Cimini, in direzione Vetralla, sulla Via Cassia.
Oltre alle famosissime Terme dei Papi, esistono infatti altre sorgenti ipertermali vicino Viterbo, da cui scaturiscono, grazie alla residuale attività vulcanica della zona, acque termali di tipo sulfureo ad alta temperatura. Queste sorgenti intorno a Viterbo erano conosciute fin dai tempi degli etruschi e dei romani che, già all’epoca avevano costruito ben 14 stabilimenti termali sulla Via Cassia. Le più famose erano le Terme di Paliano, oggi chiamate Pozze di San Sisto.

A differenza delle altre aree termali libere, queste Terme sono gestite a prezzo minimale da un’associazione che organizza e tiene pulito il luogo e le pozze.
La località si presenta con alcune vasche (pozze) di acqua termale a diversa temperatura, dove è possibile fare il bagno in ogni stagione. Vi sono i servizi igienici, un piccolo ristoro, alcuni piccoli spogliatoi, docce, un prato dove è però vietato accendere fuochi e fare campeggio. Poco lontano dalle Masse di San Sisto è presente un ampio parcheggio per le auto.
Per frequentare la zona basta diventare soci ed acquistare la tessera, versando una esigua quota annuale direttamente in loco. Per associarsi è inoltre obbligatorio sottoscrivere un regolamento che, in poche parole, esige il rispetto delle comuni regole igieniche e comportamentali.

Non ci sono altre restrizioni all’ingresso ed è possibile frequentare la località tutto l’anno, quante volte e per tutto il tempo che si desidera. Tra l’altro è possibile entrare anche di notte, per un benefico bagno sulfureo al chiar di luna. In definitiva rappresentano una validità alternativa per chi vuole beneficiare delle sorgenti termali in modo economico, ma senza rinunciare a poche piccole comodità.

Per ulteriori informazioni visitate il sito delle Terme di Viterbo

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Alla scoperta della provincia di Viterbo

Viterbo e le sue terme si trovano nella regione della Tuscia, tra il Mar Tirreno, la Toscana e l’Umbria. Anticamente abitata dagli etruschi, la Tuscia conserva ancora molteplici testimonianze della loro civiltà così come quelle della epoca romana augustea. Imperdibile, per gli amanti del turismo archeologico, una visita alla città di Tarquinia con una vasta necropoli ove si possono ammirare, tra l’altro, delle pitture tombali e un museo di vestigia etrusche tra i più importanti d’Italia. Altre città da vedere sono Ferento, che conserva uno splendido teatro romano, Vulci, Tuscania, Vitorchiano e la medievale Civita di Bagnoregio, la “città che muore”, cui si accede solo a piedi per mezzo di un ponte stretto e lungo e che sovrasta una grande vallata sottostante con un panorama molto suggestivo.

La stessa Viterbo offre numerosi motivi di interesse culturale, in gran parte legati ai fasti papali come il quartiere di San Pellegrino, nel pieno centro della città, sede di molte botteghe d’arte ed edifici come il celebre Palazzo dei Papi o la Cattedrale con il campanile gotico e la facciata rinascimentale.


Gli amanti del turismo naturalistico potranno inoltrarsi piacevolmente nei boschi dei Colli Cimini, ove è possibile anche passeggiare a cavallo e ammirare scenari come quello offerto dal Lago di Vico, di origine vulcanica o il Lago di Bolsena che offre la possibilità di raggiungere in barca le isole Martana e Bisentina.
Non lontano da Viterbo altre mete turistiche come Bagnaia, con la rinascimentale Villa Lente, Caprarola con il Palazzo Farnese e Bomarzo, con il celebre “Parco dei Mostri”.

Per ulteriori informazioni visitate il sito della Provincia di Viterbo

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